Mag 142012
 


– Perché alcuni cosplayer hanno più successo di altri?
– Qual è l’errore primario nel cosplay?
– Cosa bisogna avere per fare un cosplay di successo?

Sono finalmente riuscito a trovare una risposta a queste domande e ce l’ho fatta solo rispondendo ad un’altra domanda che da molto tempo mi girava in mente:

Che cosa è esattamente l’arte?

Non sono mai riuscito a capirlo. Poi, negli ultimi anni, sono entrato nel mondo del Cosplay e l’enigma si è riproposto. Ho ricominciato a cercare e dopo ricerche e prove “sul campo”, finalmente ho trovato la risposta!

 

Che cos’è l’arte?

l'urloHo cercato da molto tempo di comprendere cosa fosse esattamente l’arte.

Ho studiato, ho provato, ho chiesto e mi sono sempre ritirato dicendo che è una cosa che non fa per me, troppo strana e difficile, solo un artista può capire l’arte (a volte nemmeno lui). Mi ero convinto che nessuno potesse accedere al campo dell’arte tranne pochi eletti. Poi sono capitato, quasi per caso, nel mondo del Cosplay ed ho visto che di “pochi eletti” ce ne stanno davvero un sacco!

Di nuovo e con maggiore impeto, si è accesa in me la voglia di comprendere e di trovare una risposta alla domanda millenaria che, ho scoperto, non mi pongo solo io: «che cosa è l’arte?»

 

La Ricerca

La prima cosa che ho fatto, da bravo studente, è stata quella di cercare sul dizionario.

libri

Mi sono accorto che alcuni dizionari, pur essendo strumenti essenziali per chiarire le parole ed i concetti, hanno grosse lacune su concetti fondamentali della vita come appunto “vita”, “arte”, “etica”, ecc… Per queste parole sembra regnare una patina di confusione.
Per quanto riguarda l’arte, l’unica cosa chiara (almeno per me) che si capisce dal dizionario è che l’arte è un’attività UMANA.

E fin qui va anche bene, sì, ma che cosa è?

Dai dizionari sono passato ai libri ed ho scoperto una cosa davvero interessante sull’arte e cioè che l’arte, tra le attività svolte dall’uomo, è la meno codificata e la meno compresa.

Ho provato ad ascoltare gli esperti di arte.

A sentire loro l’unica cosa che ti fanno capire con certezza è che tu non capisci quanto loro, loro sono le autorità. Guai a pensarla diversamente, guai a pensare! Anche qui ho trovato un vicolo cieco.

Nota: sono anche andato a farmi alcuni test IQ per misurare il mio quoziente di
intelligenza. Infatti la prima cosa che ho pensato è che sono talmente stupido
da non riuscire ad afferrare i concetti. Ho scoperto, con un sospiro di sollievo,
che il mio IQ è appena più alto rispetto alla media, quindi ho scartato la
possibilità che sono un completo idiota e sono andato avanti con la ricerca.

Quindi sono passato alla ricerca nel campo, se non riesco a studiare arte, la vado a vedere.

Qualche anno fa mi trovavo a Parigi in vacanza con la famiglia e un giorno decidiamo di andare a visitare il museo del Louvre. Quel giorno ho sfogliato vari quadri famosi e, senza riusultati, mi sono ritrovato di fronte alla Gioconda.
Lì ho pensato: «ora o mai più!».

Niente da fare. Sì, ovviamente è un bel quadro, ovviamente è fatto bene, ma che c’ha di speciale? Più lo guardavo e cercavo di capire e più mi innervosivo. Poi ho smesso di cercare una risposta e sono rimasto incantato a fantasticare di fronte al quadro per altri 20 minuti (la faccia, lo sguardo, lo sfondo, le strade, il ponte, il fiume…), fino a quando i miei mi hanno chiamato per portarmi via. Comunque sono tornato a casa a mani vuote.

Proviamo con la musica. E’ un mondo vasto. Ho cercato di trovare l’arte nella musica, ma l’unica cosa che ho capito è che alcune canzoni mi piacciono ed altre no.

Ho provato a “fare” arte così magari ci capisco un po’ di più.

A scuola ci facevano disegnare, mi venivano meglio i disegni tecnici, ma mi dicevano che non ero un artista.

Ho imparato a ballare i latinoamericani… sì è stato parecchio divertente, anche se non ne capivo il significato primo: perché mi fa divertire muovere il mio corpo a tempo di musica? Qual’è l’elemento artistico del ballo?

 


Qual è la cosa che accomuna la musica, la pittura, le poesie, le sculture, il cosplay? Sapevo che un giorno avrei trovato la risposta.

Perché malgrado la confusione e il senso di vago della materia è innegabile che qualcosa esiste.

Lì c’è qualcosa che fa qualcosa!

Altrimenti perché mai avrei dovuto piangere ascoltando quella canzone, perché mi sono divertito così tanto a ballare, perché quel giorno mi sono incantato di fronte a un quadro o ad un affresco in chiesa?

 

L’arte del cosplay

 

rikku ffE poi ho iniziato a fare Cosplay.

E’ innegabile che sia una cosa artistica perché mi ha dato tutte le emozioni dell’arte messe insieme: mi sono emozionato vedendo un contest, ho riso insieme ai miei amici cosplayer interpretando i personaggi della stessa serie, sono rimasto più volte incantato dalla maestria di alcuni cosplayer.

Alla fine l’ho scoperto, ho messo insieme tutti i pezzi del puzzle trovati fino a quel momento, ho buttato via i pezzi che non c’entravano nulla e finalmente ho capito che cosa è l’arte.

Era tanto semplice, reale, bello che pur avendolo avuto da sempre sotto gli occhi non l’avevo semplicemente capito.


Ecco i fondamenti dell’arte:

  • “ARTE” è una parola che riassume la QUALITA’ DELLA COMUNICAZIONE
  • In pratica, ARTE = COMUNICAZIONE + TECNICA
  • La COMUNICAZIONE è più importante della TECNICA

(Prossimamente, in due articoli che sto preparando, parlerò in modo più approfondito sia della “comunicazione” che della “tecnica”)


Una cosa che salta subito all’occhio è che, essendo comunicazione, l’arte deve comunicare qualcosa a QUALCUNO. Quando faccio cosplay, ci deve essere qualcuno lì a ricevere la mia comunicazione e, ovviamente, devo COMUNICARGLI qualcosa.

Creare un cosplay per vincere una gara e farlo perfetto… NON è detto che sia arte.
Creare un cosplay che comunica qualcosa e farlo con competenza tecnica tale da far arrivare quella comunicazione al pubblico, quella è ARTE e vincere è una cosa secondaria che viene di conseguenza.
Una volta ho visto una cosplayer essere omaggiata dalla giuria e dal pubblico in un contest durante una manifestazione. Fin qui nulla di strano se non fosse per il fatto che la ragazza NON aveva partecipato al contest, è stata chiamata a salire sul palco dalla platea a ricevere un riconoscimento speciale.


Ai fini della comunicazione, il pubblico deve poter capire la comunicazione stessa: troppa ORIGINALITA’ getta il pubblico in una condizione di estraneità e quindi di disaccordo.

E’ il caso della “Regina di Sniefr”, frase ironica usata per indicare un cosplay parecchio appariscente e tecnicamente ben fatto tratto da una fan-art di un personaggio secondario che appare sullo sfondo in un episodio filler di una serie trasmessa una sola volta in Panay 10 anni fa… però il vestito è bello… O_O
Troppa originalità + tanta tecnica = “Regina di Sniefr”.


La TECNICA, pur essendo “spinta” al massimo, non dovrebbe innalzarsi al di sopra della comunicazione. Non si può ottenere PERFEZIONE a discapito della comunicazione.

Cercare la perfezione nel cosplay è un obiettivo sbagliato. Si dovrebbe per prima cosa cercare la comunicazione e poi perfezionarla al massimo con le tecniche che sappiamo usare. Questa è arte.

stagnolaE se dovesse risultare troppo difficile l’utilizzo di alcune tecniche per realizzare una comunicazione, cambiare le tecniche usate, non la comunicazione stessa. Questo è un altro errore comune, chiamato ironicamente “La spada di stagnola”: se non riesci ad usare una tecnica per comunicare, cambia tecnica, altrimenti… comunicherai qualcos’altro!

Attenzione! Troppo tempo passato sulla perfezione tecnica ostacola la comunicazione. Hai mai visto un cosplayer con un’armatura o accessorio talmente “ingombranti” da ostacolarlo persino a salire sul palco per un contest? Figuriamoci la sua performance…

Per produrre una comunicazione è necessario abbassare lo standard al di sotto della perfezione assoluta, la bravura di un artista si misura in “quanto poco quello standard è stato abbassato”.
Un cosplayer professionista è una persona che riesce a produrre una buona comunicazione con il minimo sacrificio della qualità tecnica.
Un bravo artista riesce a creare e interpretare un personaggio con armatura e spada quasi perfetti, un artista meno bravo, ma sempre artista, realizza lo stesso personaggio magari senza armatura (se è consentito dal personaggio) e ottiene comunque una comunicazione.
L’errore sarebbe, come detto prima, realizzare il personaggio con l’armatura… di stagnola.

Comunicazione assente = arte assente.
Non realizzare la comunicazione per mancanza di tecnica è l’errore primario.

 

Il cosplayer di successo, l’artista di successo

 

Quanta arte ci vuole perché sia sufficientemente arte?
La quantità necessaria ad avvicinarsi il più possibile all‘effetto che si vuole creare su chi la riceve, nei limiti di ciò con cui il ricevente riesce ad essere d’accordo.

Per fare un cosplay di successo è necessario avere un concetto dell’osservatore e una qualche comprensione del suo livello di accettazione. Questo include un’approssimazione di ciò che è familiare alla persona ed è associato all’effetto desiderato.

Se per altre forme d’arte potrebbe servire una ricerca per capire cosa è in grado di recepire il pubblico, per il cosplay è più semplice in quanto si basa nella sua totalità a personaggi già creati da altri artisti.

Il cosplayer che avrà molto successo è il cosplayer che crea il cosplay di un personaggio molto conosciuto (volgarmente denominato “commerciale”) e lo fa in modo da ESSERE quel personaggio (comunicazione) e con costume, trucco, accessori pressoché identici all’originale (tecnica).

Ultimamente ho visto tre deviazioni nel mondo del cosplay su ciò che “vuole” il pubblico:

  • il costume sexy
  • basta che sia appariscente
  • il cartello
cosplay sexy cartello

Non dico che sia sbagliato “interpretare” queste categorie (anche se spesso va a discapito del “cosplayer” stesso). Attirano molta attenzione in quanto la comunicazione è ben evidente: è come se qualcuno “URLASSE in chiesa durante la messa”. Inoltre, a parte il costume sexy, le altre due categorie non rientrano nemmeno nella definizione di Cosplay.
In definitiva riscuote molto più successo (magari nel lungo periodo) il cosplayer professionista che accetta la sfida di interpretare un personaggio conosciuto (e vestito :-P).

Per estremizzare, penso che se andassi in giro completamente nudo con un cartello con su scritto “Ho rubato i vestiti all’uomo invisibile” durante una manifestazione cosplay sicuramente attirerei parecchia attenzione e mi farebbero un sacco di foto… almeno finché non mi arrestano.

A questa domanda lascio rispondere voi: anche questa è arte?

Attenzione: ovviamente riscuote più successo qualcuno con un cartello che comunica (c’è scritto qualcosa sul cartello) piuttosto che un bravo cosplayer che non comunica nulla. Ma un bravo cosplayer che comunica attira più attenzione e comunica molto di più della tipetta che fa la “Regina di Sniefr” mezza svestita… anche se è un piacere per gli occhi :-).

Quindi, il cosplayer deve farsi un’idea dell’osservatore (foss’anche soltanto egli stesso). Mancare di farlo significa andare incontro a delusioni e alla fine si sarà soddisfatti delle proprie creazioni.
Anche se la maggior parte del pubblico sembri richiedere le tre categorie sopra, non disperare e credi nelle tue creazioni, perché le forme d’arte più elevate rimangono nel cuore.

 

Riassunto

Per fare del Cosplay un Arte bisogna:

  1. scoprire cosa è in grado di accettare il pubblico a cui voglio comunicare
  2. decidere cosa voglio comunicare (questa parte spesso viene del tutto ignorata)
  3. realizzare il costume, accessori, trucco, interpretazione, supporti audio/video, al massimo delle mie capacità tecniche e sempre pensando alla comunicazione, non ostacolandola
  4. comunicare al pubblico (se faccio tutto questo per rimanere dentro casa, poi non posso lamentarmi se “non ho successo”)

 

Grazie!

Ti ringrazio di aver letto il mio articolo e magari di aver condiviso i miei pensieri e spero vivamente di essere stato di una qualche utilità.

Ti invito a condividere l’articolo sul tuo social network preferito così da poterne discutere con altri artisti come te.

Mi farebbe anche molto piacere sapere cosa ne pensi scrivendomi su info@cospalyitalia.it o commentando il link all’articolo su FaceBook.

Grazie, a presto.

 Scritto da in 14 maggio 2012